Alle radici della Storia: dal villaggio dei Salassi alla Comunità medievale di Pavone Canavese
L'altura che collega le Comunità di Pavone Canavese e di Ivrea sta restituendo numerose testimonianze archeologiche relative a villaggi salassi, scoperte e studiate dal Gruppo Archeologico Canavesano. La popolazione celto-ligure dei Salassi era insediata nei territori ora denominati Canavese e Valle d'Aosta prima dell'invasione dei Romani del 143 a.C., della fondazione di Eporedia (Ivrea) del 100 a.C. e della fondazione di Augusta Practoria (Aosta) del 25 a.C..Il territorio di Pavone viene poi abitato e coltivato dai legionari romani vincitori e, in subordine, dai Salassi che accettano si sottostate al giogo romano.
Due tombe di epoca barbarica (o, al limite, tardo romana) sono state rinvenute nel 1986 in regione Pasquere, lungo la vecchia strada Pavone-Colleretto-Parella.
Si ritiene che questa strada ricalcasse la via che da Eporedia Padonum andava verso l'arca occidentale dell'ager eporediese, per proseguire poi verso Augustra Taurinorum (Torino). Nell'anno 1044 il Vescovo di Ivrea Enrico, a sostegno della fondazione del monastero benedettino di Santo Stefano di Ivrea, dona numerosi terreni e vigneti, molini e un castello a Loranzè. Tra l'altro dona "in Pavone mansarium unum", "in Vicinasco mansarios tres", "in Clusellario mansarios quator", cioè massari con case agricole e terreni da coltivare ed i cui redditi sono da destinare al nuovo cenobio.
Il Console Nicolinus de Bono Johanne e 208 Uomini di Pavone giurano fedeltà e prestano omaggio al nuovo Vescovo di Ivrea Palaynus de Advocatis, Signore di Pavone, nella giornata del 7 giugno 1327. Si ritiene che nella stessa occasione il Vescovo Palaynus abbia concesso gli Statuti a gli Ordinamenti del Comune agli Uomini della Villa di Pavone. Le Ferie Medievali di Pavone prendono spunto da un articolo di questi antichi Statuti che recita: "...gli Uomini di Pavone non possono fare i lavori nei giorni di festa stabiliti dalla Chiesa, pena un'ammenda di 5 soldi".